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Una storia selvaggia
Abbandonare tutto per i cieli sconfinati dell'Alaska. A Birdie e Arthur è sufficiente il loro amore, un capanno tra gli abeti rossi e il richiamo di una vita nelle terre incontaminate. Ma le terre incontaminate sono anche terre selvagge.
Il libro
Ivey rinnova la grande tradizione della wilderness americana che va da Jack London ad Annie Proulx, con un inno al paesaggio aspro e maestoso del grande Nord, dove magia e realismo si confondono.
Arthur ha cominciato raccontandole dei caribú nel sole basso, delle montagne ammantate di neve, del rosso sangue delle bacche nella foresta. E Birdie ha finito per innamorarsi di quest’uomo schivo, cosí diverso dagli altri. Tanto da lasciare il bar dove lavorava come cameriera e, insieme alla sua bimba, trasferirsi con lui nel cuore della foresta. Oltre il Wolverine River, lontano da strade, telefono, corrente elettrica, la vita è dura, specie con una bambina, eppure Birdie è felice. Ha imparato ad accendere il fuoco, cucinare sulla stufa, usare il fucile, pescare. Ma quando Arthur comincia a sparire nei boschi, Birdie capisce che per lui quel richiamo è qualcosa di incontrollabile. Stargli accanto significa intuire il potere di una seduzione oscura, una pulsione che lo porta a forzare i confini tra natura umana e natura ferina.
«Che libro! Vi trascinerà come un fiume in piena».
Louise Erdrich
«Un viaggio commovente ai confini della natura selvaggia e del cuore umano».
Tiffany McDaniels