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Storia di Torino. IV. La città fra crisi e ripresa (1630-1730)
Il libro
Gli anni 1630-1730 sono un tratto di tempo che copre esattamente un secolo, anche se cronologicamente sfasato. In esso si possono individuare almeno quattro scansioni che articolano questo lungo e convulso susseguirsi di eventi, ma anche di profonde modificazioni istituzionali, economiche e sociali. […] Il volume precedente si chiudeva con la morte di Carlo Emanuele I e l’inizio della tragica peste che avrebbe colpito duramente la popolazione torinese e di altre città dello Stato sabaudo. […] Accanto alla peste e strettamente legata a essa c’era l’ultima fase della Guerra dei trent’anni, che aveva avuto un aspetto fortemente coinvolgente per lo Stato sabaudo, quella che gli storici hanno definito la seconda guerra del Monferrato, che avrebbe portato all’assedio e alla distruzione di Mantova (1630) e al conseguente Trattato di Cherasco del 1631. […] Maria Cristina compí nel 1748 quell’azione che avrebbe sorpreso i contemporanei e lo stesso principe Tommaso: rendere maggiorenne Carlo Emanuele II. Iniziava quello che si può considerare la seconda articolazione del tratto secolare individuato: la faticosa ricomposizione, l’assestamento del potere, il controllo ferreo su Carlo Emanuele II. […] Alla stessa Cristina si deve il primo progetto di quel monumentale strumento di celebrazione della dinastia che è il Theatrum Sabaudiae, […] non solo una rappresentazione fastosa degli spazi urbani compresi nel territorio sabaudo, ma un vero e proprio progetto di di anticipazione, soprattutto per quanto riguardava le trasformazioni previste della capitale, il completamento della villa nova e del suo centro ideale, la piazza San Carlo…
dall’Introduzione di Giuseppe Ricuperati